Da vedere nei dintorni

Da vedere nei dintorni

Nei pressi del centro storico di Torgiano vi sono altre emergenze architettoniche e artistiche di rilievo. In direzione Nord, lungo la strada provinciale, Villa Goga, acquistata dalla famiglia Spinola nel 1843, fu in un primo tempo utilizzata per fini agricoli e venne restituita alla sua primitiva funzione di casa per la villeggiatura solo intorno agli anni Trenta del Novecento. Della proprietà fa parte anche un oratorio dedicato alla Vergine Maria, inserito nella volumetria di una casa colonica di epoca posteriore; all'interno si conservano un affresco raffigurante la Natività della Madonna e un altare in scagliola con lo stemma della estinta famiglia Goga e la data "1773".

Nella stessa area, in vocabolo Vecchio di Miralduolo, gli scavi della Soprintendenza Archeologica dell'Umbria hanno messo in luce alcune tombe romane inquadrabili al I sec. d.C. e, in una zona poco distante dalle sepolture, strutture riconducibili a un insediamento rustico, collegato alla produzione del vino, in uso dal II sec. a.C. al I sec. d.C.

A breve distanza dall'abitato, in direzione Ponte Nuovo, in corrispondenza del vocabolo "Crocifisso", si trova la Chiesa di Santa Croce, una struttura seicentesca edificata su più antiche preesistenze, risalenti almeno in parte all'VIII secolo. Soggetta all'influenza della famiglia Signorelli di Rosciano e in seguito posta sotto i Graziani, presenta una facciata esterna in cotto mentre l'interno ha un'unica navata, coperta da un tetto a capriata, con un altare principale e altri quattro laterali, impreziositi da decori in stucco in stile barocco.

Percorsi naturalistici permettono di seguire ampi tratti dello sviluppo fluviale del Tevere: da Miralduolo si raggiunge l'ansa del fiume - privilegiata postazione per la pesca sportiva - e si prosegue fino alla confluenza con il Chiascio, in località Crocifisso, dove si estende il parco fluviale.

Il "Parco dei Mulini" o "dei due fiumi", che mette in collegamento le frazioni del territorio con il preesistente Parco Fluviale del Tevere, trae il proprio nome dalla presenza di mulini, ancora ben visibili lungo il corso del Chiascio.

Sulla cima di una piccola altura coperta di vegetazione boschiva, situata proprio nel punto di confluenza del Chiascio con il Tevere, sorge la settecentesca Villa della Montagnola.

Il nucleo iniziale della villa è stato edificato nel 1724 dai fratelli Orazio, Alessandro e Benedetto Baglioni sulle rovine di un castello di proprietà della famiglia Mammoli o Mannoli, andato distrutto dai torgianesi per rappresaglia, durante gli scontri con Bettona per il controllo dei mulini del Chiascio (1298). L'edificio, attuale residenza della famiglia Iraci Borgia, ha quattro facciate simmetriche in cotto, realizzate intorno a una corte; all'interno, al piano terra, si trova una cappella istituita come "oratorio pubblico", intitolato alla Immacolata Concezione.

La frazione "Ponte Rosciano" trae il nome dall'antico ponte sul Chiascio, fatto costruire da Ranieri Montemelini, signore della zona negli anni intorno al 1425, e ricostruito nelle forme attuali dopo la Seconda Guerra Mondiale. Qui si trova anche la Chiesa della Madonna del Ponte del XVI secolo, sviluppatasi intorno a un'edicola, poi trasformata in cappella con accesso ad arcone ancora ben visibile.

Sulla collina sovrastante svetta l'antico Castello di Rosciano, in origine residenza della famiglia di Sasso Rosso del Monte di Assisi (XII secolo), è stato restaurato in anni recenti ed è oggi attrezzato per l'organizzazione di ricevimenti ed eventi.

La località "Ponte Nuovo" trae il nome dal ponte che fu realizzato nel 1276 per volontà del Comune di Perugia da Fra Bevignate da Cingoli; più volte restaurato nel corso dei secoli a causa dei danni provocati dalle piene del fiume e dai frequenti attacchi militari, l'antico manufatto è stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, il 2 giugno 1944. La Chiesa di San Lorenzo, costruita per metà nel territorio di Torgiano e per la restante parte in quello di Deruta, è stata edificata nel secondo dopoguerra, sul luogo dell'antica Chiesa della Madonna della Neve, andata distrutta nel corso del bombardamento del Ponte Nuovo.

L'antico Castel Grifone, oggi Brufa, viene edificato da Perugia tra il 1260 e il 1276, nello stesso decennio di Torgiano per rafforzare la propria posizione lungo il confine meridionale, aggiungendo a est un secondo baluardo. Frazione del Comune di Torgiano, la struttura socio-economica di Brufa si organizza essenzialmente intorno all'attività agricola; nelle centinaia di ettari coltivati a vigneto che circondano Torgiano e Brufa hanno infatti trovato habitat ideale oltre ai vitigni tradizionali anche numerose altre varietà, ormai radicate da decenni e in grado di produrre uve di elevatissima qualità che danno vita a vini D.O.C. e D.O.C.G.

Il suggestivo paesaggio, che domina dall'alto le valli del Tevere e del Chiascio, è oggi fortemente connotato anche dalla presenza delle istallazioni en plein air di artisti contemporanei, che hanno interpretato in maniera del tutto personale l'ambiente rurale, arricchendo di significati sempre nuovi le varie edizioni della manifestazione annuale "Scultori a Brufa", in programma fin dal 1987.

La frazione di Miralduolo si è andata sviluppando in anni recenti lungo l'asse viario a valle del più antico insediamento posto sulla collina sopraelevata, dove era ubicata una rocca difensiva che non venne mai ultimata, in quanto le magistrature perugine ne decretarono l'abbattimento (1396). Restano ancora visibili, a metà dell'altura, i resti dell'antica parrocchiale cinquecentesca dedicata a San Rocco, che è stata abbandonata dal 1975.

A Miralduolo, oltre ad alcune emergenze del XIX e XX secolo, è da segnalare la Chiesa di Santa Caterina in Bucarelli, intitolata alla Santa protettrice dei ceramisti e dei cocciari e ubicata lungo la strada provinciale. L'edificio è un lascito benedettino del XIV secolo e conserva all'interno una "Maestà" affrescata del 1338.

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