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Parco Fluviale - "Parco dei mulini" o "dei due fiumi"

Accesso da Via Bontempi

 

Una delle ipotesi più accreditate riguardo l'origine etimologica di "Torgiano", da "turris amnium" cioè "torre dei fiumi", rappresenta emblematicamente quanto il Tevere e il Chiascio abbiano influito non solo sulla conformazione geologica del territorio ma anche sullo sviluppo storico, urbanistico ed economico di Torgiano.

Percorsi naturalistici permettono di seguire ampi tratti dello sviluppo fluviale del Tevere. Da Miralduolo si raggiunge l'ansa del fiume, postazione privilegiata per la pesca sportiva, e si prosegue fino alla confluenza con il Chiascio, in località Crocifisso, dove si estende il parco fluviale; qui si può anche riscoprire quella che era l'antica "spiaggia" dei torgianesi.

Lungo la riva dei fiumi la vegetazione è costituita da pioppi, salici, querce, acacie; nel periodo invernale e in primavera è possibile scorgere anatre selvatiche in migrazione.

Il "Parco dei Mulini" o "dei due fiumi", che mette in collegamento le frazioni del territorio con il preesistente "Parco Fluviale del Tevere", trae il proprio nome dalla presenza di mulini, ancora ben visibili lungo il corso del Chiascio.

Di quattro di essi, due posti nelle pertinenze di Torgiano, quindi sulla riva destra, e due in quelle di Rosciano, sulla riva sinistra, si ha notizia a partire dal 1330.

Tre erano del monastero di San Pietro di Perugia, mentre il quarto era di Nallo di Cinolo di Giovanni dei nobili di Rosciano.

In prossimità di Ponte Rosciano si può effettuare a piedi una ricognizione di questi edifici, lasciando l'auto parcheggiata subito dopo il ponte; qui gli opifici erano ben quattro, oltre al Mulino ora Silvestri, presso il vocabolo Palazzetta, più spostato verso la zona Crocifisso; uno a monte del ponte, ora proprietà Orcidi, trasformato in abitazione privata dopo la deviazione ottocentesca del corso del Chiascio; a valle del ponte, con torre medievale, sorgeva un mulino per il grano. Sulla destra altri due mulini, di proprietà Silvestri, sulla terraferma con condotta forzata quello per l'olio, mentre sull'acqua quello per il grano.

Il Mulino della Palazzetta, dal nome del "vocabolo" tra Ponterosciano e Pontenuovo, ha sede in una torre trecentesca, che si erge sull'acqua per circa tre piani; ha rivestito un ruolo strategico per la sua capacità di molire grandi quantità di cereali. Come spesso avveniva per gli opifici, che garantivano l'alimentazione degli abitanti, anche questo subì diversi assalti, tra i quali si ricorda quello delle truppe di Giovan Battista Savelli, capitano delle truppe pontificie di Paolo III, nel XVI secolo.

Già Mattioli e poi Bocchini, dal 1976 di proprietà e gestione dei Silvestri, antica famiglia di mugnai provenienti da Bevagna, è tutt'ora funzionante con l'antico metodo della forza motrice dell'acqua e con macine di pietra che permettono di produrre fior di farina, crusca, tritello e trivellino.

Un ambizioso progetto prevede che la parte più antica del mulino diventi percorso museale ("Museo del pane").

Informazioni: tel 075 982916 email mulinosilvestri@gmail.com / Orario di apertura punto vendita: dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00.

Inoltre, non lontano dal Parco fluviale, si possono incontrare il Laboratorio artistico "l'Arte delle terrecotte", Via S. Damiano, 1 (tel. 075 982031) e le Cantine Lungarotti, Viale Giorgio Lungarotti, 2 (tel. 075 988661).



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