Personaggi
Bartoccio da Pian del Tevere
Bartoccio da Pian del Tevere è la maschera di carnevale di Perugia: rappresenta il tipo burlesco del villano, benestante ma rozzo, ignorante ma furbo. La maschera, creata nel Seicento nell'ambito della Commedia dell'Arte, è rimasta viva per secoli; il colono del Piano del Tevere - la fertile piana che si estende a sud di Perugia -, caratterizzato da grassa convivialità e forte dialetto, ogni anno a carnevale entrava in città da Porta San Pietro su un carro trainato da buoi, da dove suonava, ballava e cantava insieme alla moglie Rosa, che lo accompagnava esibendo una grande quantità di ori. Della famiglia del Bartoccio facevano inoltre parte la figlia Suntina, il genero Renzo, il compare Mencarone, il nipote Travaglino. Il nome del Bartoccio fu legato all'uso di far circolare satire e attacchi politici - simili alle pasquinate romane - sotto forma di "bartocciate" che venivano stampate, soprattutto a carnevale, su fogli poi gettati in mezzo alla folla mascherata: i debiti, le tasse, il governo, le donne, il mondo contadino, questi i temi principali che venivano arricchiti dalla festosità carnevalesca e dal sapido dialetto.
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Beato Simone da Torgiano
Il Beato Simone di Torgiano fu un frate minore francescano, celebre per la virtù e la dottrina. Visse e operò molti anni predicando e facendo penitenza ad Amelia presso il convento intitolato ai Santi Filippo e Giacomo, che proprio in quegli anni veniva eretto e dove il suo corpo è stato sepolto dopo la morte, avvenuta il 23 giugno del 1332. In ricordo dei molti miracoli avvenuti sulla sua tomba, il Vescovo Gonzaga disse: "B. Simone a Torsciano, obdomit Amerie, miraculis clarus".
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Giorgio Lungarotti
Padre indiscusso della vitivinicoltura in Umbria, Giorgio Lungarotti (1910-1999) ha legato il suo nome a quello di Torgiano. Negli anni '60 ha trasformato l'azienda agraria di famiglia da promiscua in vitivinicola specializzata, dando vita alle prestigiose Cantine che portano il suo nome. Tra i numerosi e diversificati prodotti della maison Lungarotti,  due  storiche etichette, il "Rubesco" e il "Torre di Giano", hanno veicolato ovunque nel mondo il nome di Torgiano e l'immagine della formella della Fontana Maggiore di Perugia, concretizzando così il prestigio di una terra, l'Umbria, i cui prodotti nell'era contemporanea hanno saputo raggiungere livelli di assoluta qualità. Pioniere di una nuova visione del vino italiano di qualità, a lui si deve la prima DOC umbra e la prima DOCG. Insieme alla moglie, Maria Grazia Marchetti, egli ha compreso con grande anticipo che il binomio vino-cultura avrebbe potuto rappresentare la chiave di volta per promuovere l'eccellenza del territorio e costruirvi attorno un'attrattiva, anche turistica, capace di coniugare in un unicum alcuni elementi fondamentali di civiltà. Grazie al loro impegno congiunto, oggi Torgiano può vantare un paesaggio agricolo curato e preservato, un'architettura urbana filologicamente restaurata e resa funzionale alle esigenze di una moderna e confortevole accoglienza, due percorsi museali originali e attrattivi, ormai noti nel mondo fondati su una ricerca storica, archivistica e museografica  di esemplare rigore. Imprenditore coraggioso e lungimirante, Lungarotti è stato un uomo dedito al lavoro e l'impegno suo e dei suoi familiari ha prodotto risultati tali da imporsi all'attenzione nazionale e internazionale. Per questo motivo, nel 1991, egli è stato insignito dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga del titolo di Cavaliere del Lavoro, massimo riconoscimento dello Stato italiano a coloro che si sono distinti particolarmente "nell'industria, nell'agricoltura, nel commercio, nell'artigianato, nell'attività creditizia e assicurativa". 
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Lucia Sforza
Di Torgiano, ma contesa anche da Marsciano, altro borgo umbro situato a breve distanza, Lucia "da Terzano" fu la donna del condottiero Muzio Attendolo Jacopo detto "Lo Sforza" (1369-1424). Dalla loro unione, che non fu mai sancita da matrimonio, nacquero il primogenito Francesco, destinato a diventare Duca di Milano (1540), Elisa, Antonia, Leone, Giovanni, Lorenzo e Alessandro poi signore di Pesaro. Quando, nel 1409, Attendolo sposò a Colvalenza Antonia Salimbeni di Siena, dotò Lucia di un forte appannaggio e la dette in sposa a Marco Fogliani di Reggio. Morto il marito, la donna si ritirò presso il figlio Francesco, che la volle sempre come confidente e consigliera. 
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Tartaglia “da Torsciano”
Tartaglia "da Torsciano", così detto per il difetto della balbuzie, fu un capitano di ventura vissuto nel XV secolo. Giovanni Antonio Campano, autore di una "Historia et vita di Braccio Fortebracci da Montone et di Nicolò Piccinino, perugini" (Venezia,1572) scrive di lui: ...huomo che valeva assai col discorso e giudicio, ma molto più con le mani... In un primo momento fu amico e alleato di Braccio Fortebraccio, alla cui scuola da modesto caporale di truppe divenne uno dei più forti condottieri del tempo; passò poi clamorosamente al servizio di Papa Martino V che lo inviò a Capua in aiuto di Muzio Attendolo Sforza. Nel 1422 l'ammutinamento dei suoi soldati, decisi a non affrontare le truppe di Braccio che lo sconfisse quindi presso Aversa, gli valse la vendetta dello Sforza: in accordo con il Papa, inaspettatamente, lo accusò di tradimento e ne ordinò l'arresto, la tortura e la decapitazione.
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Altri
Oltre ai personaggi sopra ricordati, Torgiano ha dato i natali anche a: - Bartolomeo di Mattiolo che, insieme a Gasparino d'Antonio, realizzò il pianterreno dell'Università Vecchia di Perugia (presso l'attuale Piazza Matteotti), voluta da Papa Sisto IV nel 1453; l'architetto progettò inoltre un ponte sul Tevere sul tratto tra Perugia e Sansepolcro e lavorò al duomo di Foligno. - Benedetto da Torgiano, frate riformato che scrisse "La Gemma del Paradiso", opera edita a Todi nel 1646. - Pasquale Tiradossi, partigiano della "Brigata Leoni", che fu fucilato dai tedeschi assieme a Mario Grecchi nel 1944.   Si ricordano inoltre: - Giovanni Andrea Angelini - Bontempi (Perugia, 1624), musicista e teorico, lavorò a Venezia come sopranista sotto la direzione di Claudio Monteverdi e in seguito divenne maestro di cappella presso la corte di Dresda, dove compose "Il Paride", forse il primo melodramma italiano introdotto in Germania. Rientrato in Italia si dedicò alla stesura di opere teoriche e trattati di composizione che furono molto apprezzati. Trascorse a Brufa gli ultimi anni della sua vita e, proprio presso la chiesa parrocchiale del piccolo borgo, dove morì nel 1702, sono conservate le sue spoglie. - Zulimo Aretini, artigiano sperimentatore e imprenditore moderno, nato a Monte San Savino nel 1884, attivo principalmente tra la provincia di Arezzo, Roma e Milano. A Torgiano, negli anni Trenta, apre una manifattura, inizialmente dedicata soprattutto alla produzione di vasi e cestini per la commercializzazione delle confezioni di lusso dell'industria dolciaria della Perugina. Qui perfeziona il suo stile, caratterizzato dal decoro graffito o "sgraffio", tipico delle ceramiche umbro-aretine del Cinquecento, da lui reinterpretato in una chiave moderna e originale che lo ha imposto sui mercati ceramici italiani ed europei. La Vecchia Fornace di ceramica, che ha ospitato Aretini durante il suo soggiorno lavorativo a Torgiano, nel 2011 è stata anche sede di una mostra - "Zulimo Aretini ceramista e la manifattura CAI di Torgiano" - promossa dal Comune di Torgiano in collaborazione con la Fondazione Lungarotti e dedicata alla memoria del maestro, scomparso nel 1965.
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Ciro Scarponi
Clarinettista di fama internazionale, compositore e direttore d'orchestra, Ciro Scarponi è nato a Torgiano. Diplomatosi giovanissimo al Conservatorio "Francesco Morlacchi" di Perugia, ha presentato numerosissime prime esecuzioni assolute, alcune delle quali dedicategli, tra gli altri, da Bussotti, Donatoni, Gentile, Gentilucci, Morricone, Nono, Rihm, Renna, Sciarrino, Sulpizi. E' stato il clarinettista prediletto di Luigi Nono e Giuseppe Sinopoli. Molte le incisioni discografiche e le registrazioni radio e televisive oltreché la redazione di vari scritti sul clarinetto; negli ultimi anni di vita, in particolare, ha edito un importante metodo didattico distribuito in tutto il mondo da "Casa Ricordi".  Si è anche dedicato alla composizione e, nel 2003, ha ottenuto il primo premio al concorso di composizione indetto dall'Orchestra sinfonica di Sanremo per il brano per clarinetto e archi Elegia per Danny. Ha fondato a Umbertide l'Associazione "Novo Prometeo" con l'intento di valorizzare la musica contemporanea. Scomparso prematuramente nell'autunno del 2006, per iniziativa dell'Amministrazione comunale è stata intitolata alla sua memoria l'"Associazione musicale di Torgiano".
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